mercoledì 13 aprile 2016

Koh Jum pt. 1

Il viaggio verso la Thailandia prevedeva lo scalo in Giordania, ma  una volta arrivati ad Amman, dopo le 4 ore di volo da Roma,  abbiamo scoperto che l'aereo che avrebbe dovuto portarci a Bangkok, era in ritardo. 
Stavamo aspettando il pullman che ci doveva accompagnare all'albergo, offerto dalla compagnia aerea ai passeggeri in transito, ai quali toccavano 8 ore serali di attesa. 
Fumando una sigaretta davanti all'uscita dell'aeroporto abbiamo scambiato quattro chiacchiere con dei ragazzi francesi, su quello che avevamo intenzione di fare in Thailandia e sui posti che avevamo in mente di visitare. Loro andavano lì per la seconda volta e tra le varie mete che ci hanno consigliato, una in particolare ha catturato la nostra attenzione. Koh Jum. "E' un'isola bellissima, ci sono delle spiagge poco frequentate ma molto belle, tranquillità, folta vegetazione, pochissimi turisti.. la corrente elettrica però non c'è a tutte le ore del giorno". Ho segnato Koh Jum sul cellulare e proprio a Krabi questo nome, che nel frattempo avevamo un po' dimenticato, ci viene di nuovo consigliato da Marat. Alle informazioni già in nostro possesso aggiunge che gli abitanti sono "friendly" come gli amici che abbiamo conosciuto in quei due giorni a Krabi. Si, era vero. A Koh Jum non hanno sempre la corrente elettrica e a conferma di questo il bungalow di cui stavamo leggendo le informazioni prima di prenotare, specificava che dalle 6 del mattino alle 15 circa non era garantita l'elettricità, fornita per il resto del giorno da un generatore.
Abbiamo deciso la notte prima di lasciare Krabi che avremo passato i successivi tre giorni a Koh Jum. 
Marat e suo marito ci hanno accompagnati al pier che collega Krabi a Koh Jum, dopo aver salutato con un grande abbraccio la dolcissima Marat, siamo saliti sulla barca che nel frattempo aveva caricato viveri e alimenti di vario genere, sacchi di verdura e carne, riso, ortaggi e un frigorifero. 
Eravamo noi e tre ragazze inglesi, questa merce e i nostri traghettatori. 
Abbiamo navigato lentamente per circa un'ora passando tra isolotti nei quali si poteva scorgere solo foresta. 
Una volta arrivati a Koh Jum ho capito da subito che il posto era davvero diverso da quello visto fino ad allora. Abbiamo conosciuto subito la nostra tassista, una sorridente ragazza che ci ha accompagnati al nostro resort. 40 minuti circa di strada. 
Lungo il tragitto ci siamo fermati per prendere in affitto uno scooter e proseguito dietro il tuc tuc che portava i nostri bagagli. Abbiamo percorso una strada a dir poco magnifica, attraverso la foresta e quelle che sono le case dei pochi abitanti dell'isola.


Con Coral Bay è stato amore a prima vista. Il nostro appartamento era molto semplice, camera da letto e bagno, ventilatore e zanzariera attorno al letto, che lasciava poco spazio all'interpretazione per quanto riguardava la presenza di insetti e zanzare (che a dispetto delle previsioni non ci hanno assolutamente dato problemi). 
A ridosso della foresta e a 50 passi dalla spiaggia che non era una classica spiaggia da cartolina, ma la sabbia era bianca, pulita e non c'era nessuno. Selvaggia, con la vegetazione della foresta alle sue spalle che si estendeva fino alla sabbia stessa e un fondale roccioso e scuro. 
Il resort offriva il servizio di ristorazione, il migliore dell'intero viaggio. Colazione, pranzo e cena sempre impeccabili e davanti al mare. 
Koh Jum ci ha accolto da subito nel migliore dei modi e noi non sapevamo che quell'isola così povera sarebbe stata alla fine la parte più ricca del viaggio, il posto che ti entra dentro e non se ne va.
Dopo aver parlato con Yu, la figlia del titolare, siamo tornati in camera a sistemare la nostra roba e a conoscere i nostri simpatici vicini di appartamento che proprio dietro la nostra casetta saltavano di ramo in ramo, dandoci il miglior benvenuto che mai potessimo immaginare.
Così come non potevamo immaginare che gli iniziali tre giorni programmati sarebbero diventati prima quattro e infine una settimana intera, perchè da lì non volevamo proprio andar via.



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