venerdì 6 maggio 2016

Phuket


Siamo arrivati nell'isola di Phuket dopo circa novanta minuti di navigazione su un comodissimo traghetto partito dal pier delle Phi Phi Island
Una notte a Patong, solo questo avevamo deciso al nostro arrivo a Phuket. L'idea di cosa fare dei nostri ultimi 3-4 giorni è arrivata per caso durante il transfer dal porto all'albergo. Un ragazzo inglese ha iniziato a parlarci di Nai Yang, consigliandocela vivamente per la bellissima spiaggia e la tranquillità del posto, quindi abbiamo preso appunti.  
Dopo circa un'ora di macchina siamo arrivati al nostro albergo.
Patong è stato come un ritorno alla realtà. Dopo una settimana lontani dal resto del mondo, il traffico e il caos di questa località disegnata per il turismo, ci hanno fatto sentire come dei pesci fuor d'acqua. Questa è stata la sensazione iniziale. E con questa sensazione siamo quasi fuggiti la mattina successiva verso Nai Yang. 


Decidiamo così di trascorrere i nostri ultimi cinque giorni in questa bellissima località che si affaccia sul mare, in un albergo vicinissimo all'aeroporto e al Sirinat National Park
Abituati ormai ad una sorta di indipendenza, prendiamo in affitto uno scooter ed è esplorando la costa di questa parte dell'isola che scopriamo per caso un bellissimo isolotto ricoperto di sole palme che con la bassa marea è raggiungibile a piedi.


In questa suggestiva cornice ci rifugiamo per le nostre ultime giornate di mare, trascorrendo mattinate caldissime in spiagge completamente deserte. 
Ho provato a godermi appieno ogni istante, ma per quanto mi sforzassi, più si avvicinava il giorno della partenza più cresceva in me una sorta di malinconia. 
Ho cercato di vivere ogni istante con gratitudine e umiltà, senza pregiudizi e preconcetti, cercando di trarre un insegnamento da ogni momento, spensierato, complicato, divertente o stressante che fosse. 
Ho cercato di relazionarmi con tutti con onestà e sincerità, nel bene e nel male. Ho di nuovo capito quanto sia fondamentale nella mia vita essere me stessa, seguire le mie sensazioni, ascoltarle. 
Mi piace vivere una situazione o una persona a 360 gradi, lasciare lo spazio per far sì che l'ambiente o una sensibilità altrui si manifesti completamente, dandomi la possibilità di entrare in quel mondo e ammirarne le sfumature, anche quelle che ti fanno soffrire. 
Ho lasciato che il viaggio mi guidasse, mostrandosi e mostrandomi di volta in volta la direzione da prendere. L'ho seguito, l'ho ascoltato e ringraziato, infinitamente.

Trust your journey. Always.


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